Il Bitcoin e la dottrina della deflazione

13 maggio -

btc

 

Se c’è un aspetto che da sempre ha caratterizzato l’economia del Bitcoin, questo è la forte tendenza deflazionistica, programmata nella valuta stessa. Questa è una tendenza fisiologica: i miner offrono la loro potenza computazionale per convalidare le transazioni del network -racchiuse all’interno di blocchi-, e sono ricompensati con nuovi Bitcoin in cambio del loro servizio. Questo è l’unico modo in cui nuovi Bitcoin vengono immessi in circolazione: il sistema è interamente decentralizzato e non esistono banche centrali. Convalidare le transazioni diventa progressivamente più difficile e, perché i miner siano incentivati a dedicare risorse sempre più elevate per continuare questo indispensabile processo, è necessario che il Bitcoin continui ad apprezzarsi. L’analogia tra il miner e il cercatore d’oro -metallist analogy (Maurer, Nelms & Swartz)- è voluta: come un metallo prezioso, infatti, il Bitcoin è una risorsa finita -non più di 21mln di BTC verrano mai emessi- che diventa sempre più scarsa -il pay-out per ogni blocco risolto si riduce con il tempo.

 

Non solo, ci sono anche vettori ideologici dietro a questa tendenza. Il Bitcoin è chiaramente figlio di una concezione economica ben precisa, estremamente ostile all’intervento delle banche centrali, tornata alla ribalta dopo la crisi del 2008 e gli interventi di quantitative easing ed easy money messi in atto dalla FED e da altre banche centrali in giro per il mondo. Interventi che, con l’immissione di ingente liquidità nel sistema per salvare le banche dalla crisi di liquidità dovuta alla perdita di valore dei titoli in derivati, hanno impopolarmente portato il dollaro a inflazionarsi, con conseguente perdita di valore del risparmio privato. Quando Satoshi Nakamoto scrisse nel 2008 quel documento che divenne l’atto di nascita del Bitcoin, arrivò nel posto giusto al momento giusto. Anche se nelle intenzioni di Nakamoto il Bitcoin doveva risolvere altri problemi -nello specifico, era principalmente interessato a rendere più semplici, anonimi e sicuri i pagamenti online-, il seal of approval della scuola austriaca è arrivato quasi subito e senza proteste.

 

In particolare, il mondo del Bitcoin e delle criptovalute non è tanto diverso da quello immaginato da Friedrich von Hayek quando, in opere come The Denationalization of Money, paventava la fine del monopolio governativo nell’emissione di moneta, suggerendo che istituzioni private avrebbero dovuto stampare il proprio denaro indipendentemente, competendo nel mercato con altre valute private. In accordo con molti economisti della scuola austriaca, poi, spesso i sostenitori del Bitcoin ripudiano il fractional-reserve banking -impossibile nell’economia del Bitcoin- e si augurano il ritorno del gold standard -la metallist analogy con l’oro, come abbiamo visto, conferma questa visione; ironico, considerato che il Bitcoin non ha alcun valore intrinseco.

 

Ora, dato che l’offerta non può essere adeguata alla domanda -l’espansione monetaria è, abbiamo visto, controllata-, più si diffonde l’utilizzo del Bitcoin, più cresce il suo valore. Il costo di beni e servizi in BTC crolla, e il BTC deflaziona. Secondo i sostenitori del Bitcoin, la deflazione non è un problema per la valuta digitale. Secondo altri economisti, con i keynesiani in prima linea, è, invece, un problema serio. Paul Krugman, per esempio, insiste che il Bitcoin, mentre rimane un ottimo medium of exchange, non è uno stabile store of value e non è chiaro come possa diventarlo. Sotto accusa, da parte di tutti i keynesiani, è la tendenza deflattiva del BTC, che incentiverebbe individui e imprese ad accumulare denaro -in gergo hoarding- piuttosto che investirlo.

 

Altri studiosi, come Brian P. Hanley, giungono alla conclusione che il Bitcoin non è altro che un’opportunità di investimento speculativo, e che non può in alcun modo sostituirsi alle valute legali perché, per la sua stessa esistenza, dipende da esse. Inoltre, insiste Hanley, non potendo espandere la sua base monetaria, il Bitcoin dovrebbe apprezzarsi più di quanto ogni bene di valore si sia mai apprezzato nella storia umana, solo per raggiungere il peso di una qualsiasi altra valuta legale. Con un apprezzamento del genere, nessun attore razionale spenderebbe più i suoi Bitcoin. Per questo motivo, molti commentatori hanno accusato il Bitcoin di essere più simile a uno schema di Ponzi che a una valuta. Se non altro, fino a Dicembre 2013, la speculazione ha fatto gonfiare il valore della valuta digitale, e molti si aspettavano lo scoppio della bolla.

 

Così non è stato. La bolla del Bitcoin non è esplosa, ma si è sgonfiata. Da Dicembre 2013, il Bitcoin ha continuato a perdere valore (cryptocoincharts.info), ma non c’è stata nessuna corsa ad abbandonare la nave: non ce n’era motivo. La speculazione ha servito un fine superiore: quello di estendere il network del Bitcoin, attraendo nuovi user accecati da quello che sembrava un investimento facile. Quando il Bitcoin ha iniziato la sua fase discendente, il network che si era costruito attorno era già abbastanza grande da attutire l’impatto. Il Bitcoin continua a essere usato per quello che è: un sistema di pagamento online senza intermediari, veloce, sicuro e relativamente anonimo. Tolta la speculazione, questo è quello che dà valore al Bitcoin.

 

Ma il Bitcoin perde valore, e senza apprezzarsi il Bitcoin non può esistere. O no? Se il Bitcoin però inizia a perdere di valore, prima o poi per i miner non sarà più conveniente convalidare nuovi blocchi. I miner non usano il proprio personal computer per svolgere la loro attività. No, hanno bisogno di hardware dedicato, costoso, rumoroso e grosso quanto un armadio, ad altissimo consumo energetico. Più la difficoltà per risolvere nuovi blocchi diventa alta, più questi costi aumenteranno. Ma se il Bitcoin perde valore, presto o tardi per i miner non sarebbe più conveniente sostenere questi costi. Questo non solo vorrebbe dire che non verrebbero più immessi Bitcoin nel mercato, ma anche che sarebbe impossibile effettuare nuove transazioni. L’economia della valuta digitale appassirebbe in un attimo.

 

Questo ci porta a un interrogativo: stiamo assistendo alla fine del Bitcoin? Qui sta il punto. Il fatto che il Bitcoin stia perdendo valore non vuol dire che esso non deflazionerà mai più. Sgonfiata la bolla e riassestata la domanda, il Bitcoin potrebbe anche tornare a deflazionare. È programmato per funzionare così. Questo, però, ci riporta al punto di partenza: è bene o male che deflazioni?  E se ricominciasse a deflazionare, non scoppierà un’altra bolla? Un’altra bolla estenderebbe ancora una volta l’user base del BTC? E, soprattutto, questi cicli speculativi non sono un problema per una valuta digitale che si propone di sostituirsi alle valute legali? Di nuovo la questione torna in mano agli economisti.

 

Molti commentatori, infine, sembrano ignorare una caratteristica fondamentale delle valute digitali: sono tante e tutte diverse. Il software del Bitcoin è open-source: in questo modo creare nuove criptovalute non solo è facile, ma è anche incoraggiato dagli sviluppatori stessi del Bitcoin. Molte criptovalute -come il Litecoin- non vivono quasi più all’ombra del Bitcoin. Altre ancora, anche se poco note al pubblico, offrono protocolli innovativi basati sul Proof of Stake piuttosto che sul Proof of Work che potrebbero impedire che il coin sia costretto ad apprezzarsi per sostenere i costi del mining -un esempio: Peercoin e Blackcoin. Anche se il Bitcoin crollasse, è probabile che queste e molte altre criptovalute sopravvivranno.

 

Potrebbe innescarsi quindi un processo di “criptoselezione naturale”. In uno scenario non dissimile da quello immaginato da Hayek, la competizione tra criptovalute potrebbe correggere i peccati del Bitcoin e portare alla ribalta una prole di criptovalute meno volatili e più sicure, in grado di competere seriamente con le valute legali. Non solo, questo libero mercato di denaro digitale potrebbe affinare altre caratteristiche del Bitcoin: nuovi protocolli per nuove criptovalute -come già nel caso del Darkcoin- potrebbero garantire livelli di anonimato ancora superiori, causando non pochi grattacapi alle autorità nazionali.

 

Non è perciò assurdo ipotizzare che, all’oro del Bitcoin, potrebbe prima o poi sostituirsi l’argento delle altre criptovalute. Pensare che le criptovalute cadranno da sole sarebbe ingenuo: nel loro insieme, sono più forti di quanto si creda e non vanno sottovalutate. Le critiche al Bitcoin vanno spesso a battere sulla sua stabilità economica, sul suo uso illegale e sulla privacy che garantisce. Sono tutte critiche che non guardano ai fratelli del Bitcoin e che aggirano la radice del problema: le basi ideologiche di questa valuta digitale raramente vengono criticate. Certo, che il Bitcoin si sostituisca ad una valuta legale è impossibile: per sostituirsi al denaro reale, il BTC dovrebbe apprezzarsi così tanto da impedire che possa essere utilizzato come una valuta. Che un pool di criptovalute possa prima o poi sostituirsi alle valute legali non è, però, fantascienza. Ed il rischio non è solo che il denaro virtuale si sostituisca a quello reale, ma anche che certe teorie economiche si diffondano silenziosamente senza che nemmeno gli user se ne rendano conto. È innegabile che, accanto alla diffusione del Bitcoin cresca una tacita adesione alle teorie economiche della scuola austriaca. La totale mancanza di un dibattito democratico sulla materia è indicativa della gravità della questione. Queste disruptive technologies figlie di un sempre più invasivo “Silicon Consensus” stanno rapidamente imponendo standard raramente messi in discussione. Diffondere maggiore consapevolezza sul tema diventa a questo punto una priorità assoluta.

 

 

 

 

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Satoshi Nakamoto, 2008, Bitcoin: A Peer-to-Peer Electronic Cash System, https://bitcoin.org/bitcoin.pdf

 

Bill Maurer, Taylor C NElms & Lana Swartz, 2013, “When perhaps the real problem is money itself!”: the practical materiality of Bitcoin, Social Semiotics, http://www.tandfonline.com/doi/abs/10.1080/10350330.2013.777594#.U24mh61_vaN

 

Brian P. Hanley, 2013, The False Premises and Promises of Bitcoin, http://arxiv.org/pdf/1312.2048v6.pdf

 

Paul Krugman, New York Times Blog, Accessed May 10 2014, http://krugman.blogs.nytimes.com/2013/12/28/bitcoin-is-evil/?_php=true&_type=blogs&_r=0

 

Bitcoin Wiki, Controlled Supply, Accessed May 10 2014, https://en.bitcoin.it/wiki/Controlled_supply

 

Cryptocoincharts.info, Accessed May 10 2014, http://www.cryptocoincharts.info/v2/pair/btc/usd/bitstamp/1-year

 

 

  • http://theupwind.blogspot.com HostFat

    Quanto aumentano i minatori, e quindi in contemporanea la potenza di calcolo, dinamicamente la difficoltà di mining aumenta, come indicato nell’articolo.
    MA è vero anche il contario: quando i minatori e la potenza di calcolo cala, anche la difficoltà cala e quindi diventa più facile minare ;)
    Questo non sembra essere considerato nell’articolo.

    • Michele Cantarella

      Caro Hostfat, sono d’accordo con te. Nell’articolo non ho specificato che, anche se la difficoltà cambia automaticamente ogni 2048 blocchi basandosi su un nuovo target, ciò non vuol dire che debba per forza aumentare, anche se fino ad adesso è stato così https://bitcoinwisdom.com/bitcoin/difficulty

      Sollevo, però, un problema a livello economico. La difficoltà non è proporzionale al valore del bitcoin, ma alla potenza di calcolo dei minatori. La difficoltà diminuisce quando la potenza di calcolo si riduce, questo vuol dire che, in linea teorica, la difficoltà diminuisce quando meno minatori si connettono al network. E si può supporre che meno minatori si connettano al network perché il rapporto costi-benefici inizia a giocare a loro sfavore: in parole povere, perché spendono di più per minare bitcoin di quanto potrebbero guadagnare rivendendoli immediatamente o di quanto pensano di poter guadagnare in futuro facendo hoarding. Il sistema è molto furbo, ma ha quello che, secondo me ovviamente, è un grosso difetto: considera il price making solo dal lato dell’offerta, ritenendo che la domanda si adegui automaticamente a quel prezzo.

      Inoltre, il fatto che la difficoltà abbia continuato a crescere (e che quindi la potenza computazionale e, presumibilmente, il numero di miner non siano diminuiti) anche quando il bitcoin ha iniziato a perdere valore è indice di un’aspettativa ottimistica tra i miner. La maggior parte di loro pensa ancora di poter guadagnare in futuro rivendendo i bitcoin che al momento non hanno ancora spese. Una ricerca del 2012 (forse sì, è un pochino datata) confermava la tendenza dei miner a non spendere i bitcoin minati https://eprint.iacr.org/2012/584.pdf. Il problema – e sia chiaro, è solo la mia opinione – è che, se questa aspettativa ottimistica sul futuro del bitcoin si invertisse, il valore del bitcoin allora crollerebbe, perché i miner venderebbero subito tutti i bitcoin che tengono in portafoglio, temendo che il loro valore continui a diminuire. Certo, crollato il valore del bitcoin, anche la difficoltà si adeguerebbe quasi subito: ma questo meccanismo di aggiustamento automatico della difficoltà potrebbe riparare i danni di una perdita di valore catastrofica?

      Stiamo facendo un esperimento mentale comunque, perché, come ho esposto nell’articolo, il bitcoin, per il solo fatto di garantire transazioni semplici e veloci, ha un suo valore -quasi- intrinseco. Ma il mercato è fatto anche da aspettative di questo tipo, quindi questa è una ipotesi che non va esclusa, ed è il motivo per cui ho trattavo un po’ superficialmente la questione della difficoltà.

      • http://theupwind.blogspot.com HostFat

        Condivido infatti buona parte quanto dici, il punto è, che per quanto le previsioni nell’articolo dell’andamento nei prossimi tempi possa essere esatto, non citare dei dettagli potrebbe lasciare qualche buco nella logica che lo tiene in piedi.

        Intendo un buco in chi lo studia e si prepara a fare anticipazioni e supposizioni.
        In un sistema simile, decentralizzato e cosi “fragile”, un dettaglio può essere ciò che è in grado di causare un batterfly effect, e quindi da tenere sempre in considerazione.

        • http://www.rethinkecon.it/ Michele Cantarella

          Sono d’accordo che il meccanismo che regola la difficoltà del mining sia un sistema molto intelligente che meriterebbe essere approfondito. Nell’ecosistema del bitcoin, svolge un ruolo fondamentale che non va sottovalutato. Potrei parlarne in un articolo futuro, magari :)

          Ai fini dei temi trattati in questo questo articolo, però, ho ritenuto la questione della difficoltà poco rilevante, dato che ho fatto un’analisi macroeconomica della deflazione del bitcoin. La difficoltà ha sì un ruolo importante nel determinare il valore del BTC, ma, in caso di crisi sistemica, ridurre la difficoltà servirebbe a poco.

          È comunque, questo, un discorso che merita essere approfondito. Grazie per lo spunto di riflessione

          • gianni espera

            leggo questo articolo ad anni di distanza dalla pubblicazione, ma ci sono alcuni passaggi che mi hanno fatto sorridere per la loro ingenuità

            “In accordo con molti economisti della scuola austriaca, poi, spesso i sostenitori del Bitcoin ripudiano il fractional-reserve banking -impossibile nell’economia del Bitcoin- e si augurano il ritorno del gold standard -la metallist analogy con l’oro, come abbiamo visto, conferma questa visione; ironico, considerato che il Bitcoin non ha alcun valore intrinseco.”

            il valore intrinseco non esiste e nessun bene lo possiede. esiste invece il “valore” che è una carattreristica soggettiva di ogni bene e dipende dalla sua utilità. Bitcoin, essendo programmabile, ha una utilità potenzialmente enorme. l’oro invece è metallo inerte e può essere usato solo nell’industrria o nei gioielli. di conseguenza è presumibile che la capitalizzazione totale di bitcoin sarà molto più alta di quella dell’oro in futuro.

            “Paul Krugman, per esempio, insiste che il Bitcoin, mentre rimane un ottimo medium of exchange, non è uno stabile store of value e non è chiaro come possa diventarlo.”

            ovvio che se ascolti krugman che pontifica senza sapere nemmeno quello di cui sta parlando difficilmente capirai qualcosa. la volatilità di un asset dipende tra le tante cose dalla sua diffusione. la volatilità di bitcoin è già molto diminuita e diminuirà in futuro man mano che si diffonde. a quel punto sarà anche una riserva di valore.

            “Altri studiosi, come Brian P. Hanley, giungono alla conclusione che il Bitcoin non è altro che un’opportunità di investimento speculativo e che non può in alcun modo sostituirsi alle valute legali perché, per la sua stessa esistenza, dipende da esse.”

            un altro volpone che pontifica senza sapre quello di cui sta parlando. perchè la sua esistenza dovrebbe dipendere dalle altre valute legali questo lo sa solo lui.

            “Inoltre, insiste Hanley, non potendo espandere la sua base monetaria, il
            Bitcoin dovrebbe apprezzarsi più di quanto ogni bene di valore si sia
            mai apprezzato nella storia umana, solo per raggiungere il peso di una
            qualsiasi altra valuta legale.”

            esattamente come esiste l’uomo più alto della storia umana, per necessità logica esiste ed esisterà sempre un bene che si è apprezzato di più nella storia umana. che problema è se bitcoin diventa quel bene? non vengono fornite argomentazioni

            “Con un apprezzamento del genere, nessun attore razionale spenderebbe più i suoi Bitcoin.”

            anche qua affermazioni senza argomentazioni. perchè non li dovrei spendere se èaumentato il loro valore?

            “Il Bitcoin continua a essere usato per quello che è: un sistema di pagamento online senza intermediari, veloce, sicuro e relativamente anonimo.”

            è molto molto di più, e anche qui fa sorridere l’ignoranza dimostrata dall’autore. il sistema di pagamento sta a bitcoin un po’ come le email stanno ad internet.

            “Ma se il Bitcoin perde valore, presto o tardi per i miner non sarebbe più conveniente sostenere questi costi.”

            come è stato già detto da altri la difficoltà si aggiusta.

            “le basi ideologiche di questa valuta digitale raramente vengono criticate.”

            nessuno è costretto ad usare bitcoin e chi non apprezza le sue basi ideologiche può serenamente usare gli euro che stampa mario draghi. il tempo è galantuomo e dirà chi ha ragione.

            “Certo, che il Bitcoin si sostituisca ad una valuta legale è impossibile: per sostituirsi al denaro reale, il BTC dovrebbe apprezzarsi così tanto da impedire che possa essere utilizzato come una valuta.”

            anche qua un’ingenuità che fa sorridere e sarebbe bastato informarsi prima di scrivere l’articolo. ogni bitcoin è divisibile in 100.000.000 di satoshi quindi anche se un bitcoin arrivasse a valere 1 milione € avremmo comunque i centesimi da usare. inltre la divisibilità può sempre essere aumentata…

            “Ed il rischio non è solo che il denaro virtuale si sostituisca a quello reale, ma anche che certe teorie economiche si diffondano silenziosamente senza che nemmeno gli user se ne rendano conto. È innegabile che, accanto alla diffusione del Bitcoin cresca una tacita adesione alle teorie economiche della scuola austriaca. La totale mancanza di un dibattito democratico sulla materia è indicativa della gravità della questione.”

            questa è fantastica. l’economia non è un’opinione, è una disciplina. 2 + 2 = 4 perchè lo dimostrano i teoremi, non perchè le persone l’hanno votato. se l’evidenza dei fatti dimostra che le teorie austriache sono corrette, quale sarebbe il problema? che la conoscenza è pericolosa e va posseduta solo da pochi eletti? questo sembra un discorso da medioevo con l’indice delle idee proibite da mettere al rogo.

          • http://www.rethinkecon.it/ Michele Cantarella

            Caro Gianni, grazie per il suo prezioso contributo.

            Le faccio notare che questo è un articolo di tre anni fa, scritto nel corso della mia laurea triennale per un blog che esiste con il solo fine di permettere a studenti di tutta Italia di potersi confrontare su temi di economia, condividendo le proprie idee. I suoi toni al limite dell’attacco personale sono quindi completamente fuori luogo.

            Chiedo scusa se la mia ingenuità possa averla fatta sorridere, e riconosco anch’io che alcune posizioni possano sembrare eccessive e un po’ fuori tempo, considerata come si è evoluta la situazione e come anche le mie idee sul tema siano cambiate. Sono comunque pronto a difendere alcune delle mie posizioni, dato che non sono d’accordo su alcune delle sue osservazioni.

            1- Sul valore “intrinseco” del denaro. Non ho scritto da nessuna parte che altre valute moderne abbiano valore intrinseco, ci mancherebbe altro. Ho scritto semplicemente che il Bitcoin non ne ha, in risposta specificamente ai sostenitori del concetto della “metallist analogy”. Non cerchi di estrarre quello che ho detto dal suo contesto.

            2- Per quanto possiamo saperne di Bitcoin, nessuno di noi due ha l’autorità per sostenere che un premio nobel per l’Economia “pontifichi senza sapere nemmeno quello di cui sta parlando”. Poi, potrà anche essersi sbagliato, e non credo, ma non penso che questa sua dichiarazione si possa liquidare così facilmente. Rispondendo nel merito, comunque, Krugman aveva ragione: quando il bitcoin fluttuava così tanto in valore (e stiamo parlando di anni fa, quando quest’articolo è stato scritto), sicuramente non si poteva parlare di “riserva di valore”. Che poi le cose siano cambiate adesso è un’altra storia.

            3- Rispetto ad Hanley, la invito a leggere il suo paper (indicato a fondo articolo) per capire bene il suo ragionamento. L’autore, se non ricordo male, sostiene semplicemente che il bitcoin non può sostituirsi ad altre valute perché dovrebbe apprezzarsi troppo per potersi solo sostituire ad un’altra singola valuta legale come per esempio la sterlina, il che ha perfettamente senso: se il valore di una valuta continuasse a crescere così tanto, chi la userebbe mai per comprare altri beni? Una delle tre funzioni della moneta è proprio quella di mezzo di scambio: apprezzamenti del genere ne impediscono l’utilizzo in quel senso. Comunque la mia tesi personale è che una sostituzione del genere sarebbe possibile solo grazie all’influsso di altre monete elettroniche con caratteristiche diverse dal bitcoin, e la invito a riflettere su questo.

            4- Sono curioso di sapere che cosa sia il Bitcoin “di più” oltre ad un sistema di pagamento online. Me lo dica lei invece di fare paragoni che non spiegano nulla o lanciare insulti o slogan.

            5- Sull’aggiustamento della difficoltà, l’unico problema è che il sistema non tiene in conto la domanda di bitcoin ma solo l’offerta. È una possibilità che può o meno avverarsi, non ho detto da nessuna parte che è inevitabile. L’ho già spiegato nei commenti precedenti e non c’è molto altro da dire.

            6- Quella delle basi ideologiche che non vengono criticate è una frase formulata male. Sarebbe stato meglio parlare dell’inesistenza di un dibattito sulle implicazioni politiche del bitcoin. Ma si conceda questo errore ad un giovane studente, no?

            7- La storia dell’apprezzamento te l’ho già spiegata prima al punto 3 e l’ho ripetuta per tutto l’articolo. La divisibilità del bitcoin non c’entra nulla: è una questione di uso della moneta come mezzo di scambio.

            8- L’economia è una scienza sociale e come tale è fatta di teorie basate su astrazioni che spesso possono essere sbagliate o no. Che cosa ci fa su questo blog se non è d’accordo nemmeno su questo? Ha letto il manifesto di Rethinking Economics? Lo trova a questo indirizzo qui http://www.rethinkecon.it/manifesto/

            Detto ciò, è stato davvero deprimente leggere questo suo commento. Tra l’altro, si guardi dal dare dell’ignorante al prossimo quando poi nemmeno lei è capace di argomentare le sue posizioni senza insultare o parlare per slogan, liquidando economisti molto più importanti di me e lei come “vecchi volponi”, senza nemmeno criticare le loro opinioni nel merito. Se è questo ciò che le interessa, può andare sul blog di beppe grillo. Ma qui a rethinking economics italia siamo per un dibattito razionale, inclusivo e pluralista, non c’è spazio per gli ultrà come lei.

            Cordiali Saluti,

            Michele Cantarella

          • gianni espera

            Caro Michele,

            non sapevo tu fossi un giovane studente, né le finalità del sito. mi sono imbattuto nell’articolo, l’ho letto, sono scoppiato a ridere per le “lievi inesattezze”. ho pensato di commentare. non ho resistito ;)

            ti rispondo nei punti:

            1

            non ho detto che le “valute” non hanno valore intrinseco, ho detto che i “beni” non hanno valore intrinseco. la macchina, la bistecca, la consulenza dell’avvocato, il bitcoin, le app sullo smartphone, il lingotto d’oro, nessuna di queste cose ha valore intrinseco.
            il valore di ognuno di questi beni deriva dalla sua utilità ed è un parametro assolutamente soggettivo che dipende dalla singola persona.
            dunque bitcoin ha lo stesso valore intrinseco dell’oro e di qualunque altro elemento della tavola periodica: nessuno!
            questo è un concetto che uno studente di economia dovrebbe sapere…

            2

            fino a prova contraria krugman il premio nobel ce l’ha nell’economia, non nell’informatica. mi sembra quindi assolutamente legittimo sostenere che pontifichi su ciò che non conosce. e non lo dico io. lui stesso ha ammesso, candidamente, di non conoscere bitcoin. direi che la sua opinione può essere tralasciata, non credi?

            3 & 7

            qua il discorso mi risulta non errato, ma assolutamente alieno ed incomprensibile.
            oggi un bitcoin vale 400€, domani sostituisce il dollaro e vale 4.000.000€
            tu vorresti sostenere che un mario rossi che avendo investito in bitcoin si ritrova multimilionario poi non va a far la spesa, non va in vacanza, non si concede qualche piacere perchè non è in grado di spendere i suoi bitcoin?
            questa idea è talmente balzana che non so nemmeno come commentarla
            ad ogni modo questa tesi è smentita dai fatti.
            quando bitcoin è nato ogni singola unità valeva frazioni di centesimo, oggi vale 400€. l’apprezzamento in 7 anni è stato astronomico e nonostante questo già oggi ci sono piccole comunità sparse per il mondo che la utilizzano come moneta.
            l’evidenza empirica smentisce la tesi ed è una fortuna perchè un simile ragionamento è talmente astruso illogico ed insensato che non saprei nemmeno come commentarlo.

            4

            bitcoin ha le stesse potenzialità di un computer.
            può essere usato come lotteria, per fare elezioni sicure dai brogli, per quotarci i mercati finanziari o rappresentare le azioni di una singola azienda, per creare prove di esistenza di un qualunque documento, come anagrafe, per attaccarci sopra la proprietà di oggetti fisici, oltre alla possibilità infinite legate ai micropagamenti ed ai contratti intelligenti. e questo è solo ciò che mi viene in mente così su due piedi.
            Bitcoin ha le potenzialità per rivoluzionare interi settori industriali (finanza in primis) e crearne di completamente nuovi. l’invenzione di bitcoin ha creato nuove discipline didattiche

            5

            sì. il non tenere in conto la domanda è voluto.

            6

            ok

            7

            vedi 3

            8

            no non l’ho letto il manifesto. come ti ho detto prima mi sono imbattuto nell’articolo.

            se tu trovi il mio commento deprimente sappi che personalmente io trovo deprimente che uno studente di economia parli di valore intrinseco.
            ignorante è colui che ignora ed a quanto pare tu non eri né sei molto ferrato sul tema bitcoin, mi sbaglio? come ti dovrei definire riguardo a questo argomento?
            peraltro io starei attento a fidarmi ciecamente degli “economisti” che citi. il simpatico krugman è uno che ha qualche leggerissimo conflitto di interesse sulle tesi che sostiene. com’era il detto? a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca…

            p.s. spiacente, non sono un ultrà, non mi interessa dibattere e men che meno mi interessa convincerti. le criptomonete sono il futuro e sono inevitabili. se te ne interessi te ne verrà giovamento, se non lo fai perderai un’opportunità. problemi tuoi ;)

          • http://www.rethinkecon.it/ Michele Cantarella

            Guardi, non voglio ripetere le stesse cose di prima, ma:

            1- Non ho bisogno di lezioni di economia, quello che lei dice lo so benissimo: niente ha valore intrinseco di per sé. I beni hanno valore solo finché le persone saranno disposte a a dargliene. Non faccia argomenti fantocci, per piacere, perché io nell’articolo non ho certo sostenuto il contrario. E se l’ho fatto, per favore citi esattamente le parole che ho usato perché evidentemente ho problemi di vista e non riesco a trovare questo passaggio nell’articolo che io stesso ho scritto.

            2- Informatica o no, questa è sempre economia. E messo da parte il sensazionalismo rivoluzionario, il Bitcoin è pur sempre una valuta (o un bene) e come tale rispetta le stesse leggi di mercato di qualsiasi altro bene messo sul mercato, digitale o no. E questo mi dispiace tanto per lei ma è il campo degli economisti. Tra l’altro, nell’articolo ho semplicemente riportato una dichiarazione dell’economista che, per quanto lei possa criticarlo, riflette la posizione di molti altri keynesiani sul tema. Perché ometterla? Solo perché non le piace?

            3- Non c’è niente di incomprensibile o di alieno. Ma lo spiego di nuovo. Il punto non è che il bitcoin non può essere utilizzato come mezzo di scambio ADESSO. Il punto è che, se davvero il Bitcoin ha ambizioni di sostituirsi DA SOLO a una qualsiasi altra valuta, quello sarebbe semplicemente impossibile. Per un motivo ben preciso: mettiamo che il bitcoin si sostituisca alla sterlina (è lo stesso esempio che fa l’autore). Sa quanto si apprezzerebbe un bitcoin? Di 270 volte dal peak del 2013. È tantissimo, nessun bene si è mai apprezzato così tanto nella storia dell’umanità. Ma va bene, ammettiamo che ciò sia possibile: chi con un briciolo di sale in zucca si metterebbe a vendere i proprio bitcoin quando il loro valore cresce così tanto? Quando il prossimo mese lo stesso bitcoin potrebbe valere il doppio, o il triplo, con dei tassi di interesse così alti? E tengo a precisare che niente si apprezza così tanto nel giro di un solo giorno: anche se il bitcoin si apprezzasse così tanto, Mario Rossi diventerebbe milionario nel giro di cinque o dieci anni. E in tutti quel tempo non spenderebbe più i propri bitcoin, vedendo i tassi d’interesse. Risultato: il Bitcoin non potrebbe funzionare come valuta (non essendo più usato come mezzo di scambio), finché esiste un tetto di emissione. Per questo non può sostituirsi DA SOLO alle altre valute legali, e questo non vuol dire che il bitcoin non abbia avuto successo finora, ma semplicemente che ha bisogno di altre valute legali per esistere. Non c’è niente di alieno in tutto questo.

            Certo poi lei può anche sostenere che sia possibile un apprezzamento del genere in un giorno. È libero di farlo. Poi, certo, l’ingenuo sarei sempre io.

            4- Ah, è a questo che lei si riferisce, quindi. Tutto molto chiaro, ma anch’io posso usare gli euro che ho a casa per mille usi diversi, come fermacarte e come tante altre cose. La natura del bitcoin è chiara, e Satoshi Nakamoto non accenna mai a questi usi alternativi del Bitcoin e lo concepisce solo e soltanto come electronic payment system. Comunque, è indubbio che si possa usare il Bitcoin per tanti altri usi (di cui sono pure al corrente), ma questo è un articolo sulla deflazione del Bitcoin quindi sinceramente non c’è alcun motivo di parlare dei suoi usi alternativi (soprattutto quando non hanno niente a che fare con l’economia) in un articolo del genere.

            5- Lo so bene che è voluto, ma è un punto debole della moneta e persino Hayek sarebbe in disaccordo su questo.

            8- Se lo legga, allora. Capirà che questi flame sono completamente fuori luogo su questo sito.

            Inoltre lei non sa niente su quanto io sia ferrato o meno sul Bitcoin. Semplicemente non è d’accordo su quello che dico, ma ho affrontato il tema da una prospettiva economica sollevando problematiche ben precise, che poi ho in futuro approfondito a dovere in sede di tesi di laurea. Non starei qua nemmeno a risponderle se non fossi sicuro di quello che sto dicendo. So quello di cui parlo, e lei sta solo continuando a ripetere le stesse cose accusandomi di aver detto o sostenuto cose che non ho mai detto (come quelle baggianate sul valore intrinseco) o facendo critiche ad personam che non c’entrano un bel niente con quello che ho scritto io nell’articolo. Le mie opinioni al riguardo del Bitcoin sono anche leggermente cambiate, e ammetto che il mio giudizio ai tempi era un po’ troppo aspro. Ciò non toglie che continuo a difendere la mia analisi e che sicuramente se lei continua a rispondermi girando intorno ai miei ragionamenti senza davvero criticare l’impalcatura del discorso non andiamo da nessuna parte.

            Poi, davvero, siamo nel 2016. I Bitcoin non se li fila più nessuno.

          • gianni espera

            1

            “In accordo con molti economisti della scuola austriaca, poi, spesso i sostenitori del Bitcoin ripudiano il fractional-reserve banking -impossibile nell’economia del Bitcoin- e si augurano il ritorno del gold standard -la metallist analogy con l’oro, come abbiamo visto, conferma questa visione; ironico, considerato che il Bitcoin non ha alcun valore intrinseco.”

            non è un’affermazione diretta, te lo concedo. ma il senso è lampante visto che ironizzi sul confronto tra bitcoin ed oro dicendo che bitcoin non ha valore intrinseco.

            2

            “Perché ometterla?”

            perchè è priva di senso tratta bitcoin come se fosse una valuta, mentre invece è una commodity che tra i suoi innumerevoli usi ha anche quello di valuta.

            3

            “Sa quanto si apprezzerebbe un bitcoin? Di 270 volte dal peak del 2013. È tantissimo, nessun bene si è mai apprezzato così tanto nella storia dell’umanità.”

            bitcoin nel 2010 valeva 0,0025$ oggi vale 420$. l’apprezzamento è di 1680 volte. a casa mia 1680 è più grande di 270…
            inoltre tutti i possessori di bitcoin si aspettano che cresca ancora di più e nonostante questo in giro per il mondo viene usato come valuta. come mai? se me lo riesci a spiegare…

            “Mario Rossi diventerebbe milionario nel giro di cinque o dieci anni. E in tutti quel tempo non spenderebbe più i propri bitcoin”

            quindi secondo te mario rossi preferisce morire di fame piuttosto che spendere i suoi bitcoin? interessante…

            “Risultato: il Bitcoin non potrebbe funzionare come valuta (non essendo più usato come mezzo di scambio)”

            io non so come dirtelo, bitcoin già oggi è usato come valuta in giro per il mondo. ci sono già intere comunità che vivono con bitcoin in vari paesi del mondo.

            “Certo poi lei può anche sostenere che sia possibile un apprezzamento del genere in un giorno.”

            perchè dovrebbe apprezzarsi in un giorno? si può comodamente apprezzare in un paio di anni… verrebbe comunque usato come valuta esattamente come è sccesso fino ad oggi…

            4

            “Tutto molto chiaro, ma anch’io posso usare gli euro che ho a casa per mille usi diversi, come fermacarte e come tante altre cose.”

            no, non hai capito, non è che con bitcoin compri il servizio xyz. con bitcoin FAI il servizio xyz

            “La natura del bitcoin è chiara, e Satoshi Nakamoto non accenna mai a questi usi alternativi del Bitcoin e lo concepisce solo e soltanto come electronic payment system”

            Nakamoto parla chiaramente di moneta programmabile… non l’hai letto molto bene il suo paper…

            “Sono curioso di sapere che cosa sia il Bitcoin “di più” oltre ad un sistema di pagamento online.”
            “è indubbio che si possa usare il Bitcoin per tanti altri usi (di cui sono pure al corrente)… ma questo è un articolo sulla deflazione del Bitcoin quindi sinceramente non c’è alcun motivo di parlare dei suoi usi alternativi”

            come vedi dalla citazione sei tu che mi hai domandato quali fossero i possibili usi di bitcoin. io ti ho solo risposto…

            5

            “Lo so bene che è voluto, ma è un punto debole della moneta e persino Hayek sarebbe in disaccordo su questo.”

            ognuno è libero di avere le sue opinioni, sia tu sia hayek. il tempo è galantuomo e dirà chi ha ragione ;)

            8

            “Inoltre lei non sa niente su quanto io sia ferrato o meno sul Bitcoin.”

            certe cose si capiscono… comunque, se sei un esperto perchè non mi racconti com’è organizzato un blocco? o perchè non mi spieghi come funziona la crittografia di bitcoin? o magari mi racconti cos’è MAST?

            “ma ho affrontato il tema da una prospettiva economica sollevando problematiche ben precise”

            hai affrontato il tema da una prospettiva economica cannando completamente l’analisi. hai trattato bitcoin come una valuta ed hai utilizzato teorie errate per analizzarlo. i risultati ovviamente sono quelli che sono. ad ogni modo io non sono il tuo maestro nè voglio esserlo, quindi puoi serenamente pensare di aver fatto una magnifica analisi ed esserne orgoglioso, a me francamente non interessa…

            “So quello di cui parlo”

            a me non sembra però sei libero di pensarlo…

            “accusandomi di aver detto o sostenuto cose che non ho mai detto (come quelle baggianate sul valore intrinseco)”

            ti ho citato il passaggio sopra.

            “se lei continua a rispondermi girando intorno ai miei ragionamenti senza davvero criticare l’impalcatura del discorso”

            non è l’impalcatura il problema, sono le fondamenta. non hai capito cos’è bitcoin né come funziona e usi teorie di 40 anni fa per analizzarlo. la tua non è un’analisi da criticare, è una analisi da cestinare e riscrivere da capo. la tua è l’analisi di uno che non ha nemmeno capito quello di cui si sta parlando.

            “Poi, davvero, siamo nel 2016. I Bitcoin non se li fila più nessuno.”

            https://blockchain.info/it/charts/n-transactions?timespan=all&showDataPoints=false&daysAverageString=1&show_header=true&scale=0&address=

            qua ci sono le transazioni storiche di bitcoin.
            dal 2013 sono “solo” quintuplicate. in effetti non se li fila più nessuno… ah come li conosci bene!!! ;)

          • http://www.rethinkecon.it/ Michele Cantarella

            1- Quel senso ce lo vede solo lei, se permette. Per favore cerchi di fare una distinzione tra quello che ho effettivamente scritto e quello che ha interpretato lei.

            2- E in questo articolo stiamo parlando di Bitcoin come valuta, quindi quell’affermazione è pienamente legittimata e sicuramente non la ometto né la ritiro solo perché lei non è d’accordo. Poi può anche ripetermi che il Bitcoin è molto più di valuta, ma, per quanto lei voglia girarci attorno, non si dimentichi che il Bitcoin è ANCHE una valuta. Il fatto che abbia anche altre funzioni non significa che economisti non possano esprimersi sul Bitcoin come valuta -.-

            3- Vedo che lei continua a non capire il succo del discorso. Non si discute sul successo o sull’apprezzamento del Bitcoin finora. Non l’ho mai messo in dubbio.

            Quello che ho riportato nell’articolo è l’impossibilità di sostituirsi ad un’altra moneta. Lo capisce questo? La domanda è: il Bitcoin potrebbe funzionare da solo, senza il supporto di altre valute “tradizionali”? La risposta è no, esattamente per i motivi che le ho elencato.

            E no, Mario Rossi non morirebbe di fame, ma ridurrebbe clamorosamente i consumi: perché comprarsi una fiat adesso quando puoi avere una ferrari tra due anni? Sarebbe irrazionale non comportarsi in quel modo.

            “Perché dovrebbe apprezzarsi in un giorno?”. Semplicemente rispondevo a quello che lei aveva detto nel suo commento precedente.

            4- Mi sembra invece che non l’abbia letto lei, l’articolo di satoshi, dato che ho esplicitamente controllato la definizione che satoshi dà al Bitcoin appena prima di risponderle, proprio per essere sicuro di non dire faggianate.

            Poi è ovvio che ci sono altri usi, ma ricordiamoci che questo è un articolo di economia e sicuramente non c’è spazio per parlare di usi alternativi.

            5- Lo vedremo

            8- Che abbia cannato l’analisi, è solo una sua opinione. Semplicemente lei vive in una camera degli echi e non è d’accordo con quello che io e molti altri accademici dicano. Potrebbe essere nel torto anche lei, ma è questo il bello delle scienze sociali, no?

            “Se sei un esperto perchè non mi racconti com’è organizzato un blocco? o perchè non mi spieghi come funziona la crittografia di bitcoin? o magari mi racconti cos’è MAST?”
            LOL. Crede che non lo sappia? Non sarò un esperto, ma ho studiato abbastanza l’argomento per sapere di che cosa sto parlando. Si vada a leggere la mia tesi di laurea, può trovare un’analisi anche dei lati tecnici del Bitcoin nel primo capitolo. Le faccio un favore e gliela linko direttamente qua http://tesi.eprints.luiss.it/13029/

          • gianni espera

            1

            da ciò che hai scritto non sembra, però se lo sai allora tanto meglio per te…

            2

            sì, ma se non capisci cosa è bitcoin non riesci nemmeno a trattarlo. il tuo sbaglio non è trattarlo come valuta, è considerarlo come valuta. bitcoin non E’ ne sarà MAI una valuta, ha solo le funzioni di una valuta. questo è il problema della tua analisi.

            3

            “Quello che ho riportato nell’articolo è l’impossibilità di sostituirsi ad un’altra moneta. Lo capisce questo? La domanda è: il Bitcoin potrebbe funzionare da solo, senza il supporto di altre valute “tradizionali”? La risposta è no, esattamente per i motivi che le ho elencato.”

            io più di dirti che molti individui già oggi usano bitcoin per la maggior parte dei loro scambi e che bitcoin in alcune comunità HA GIA’ SOSTITUITO le valute fiat non so cosa fare. non ti sto dicendo che sbagli, ti sto dicendo che LA REALTA’ CONFUTA LA TUA ASSERZIONE. preferisci credere di aver ragione? pensi che la realtà sia tutto un complotto ordito da alieni biricchini? prego fa pure, a me non interessa…

            “E no, Mario Rossi non morirebbe di fame, ma ridurrebbe clamorosamente i consumi: perché comprarsi una fiat adesso quando puoi avere una ferrari tra due anni? Sarebbe irrazionale non comportarsi in quel modo.”

            e quindi? più mario rossi riduce i consumi e più il prezzo di bitcoin cresce, più il prezzo di bitcoin cresce prima mario rossi ricomincerà a consumare… ridurre i consumi velocizza solo il processo di adozione.

            4

            “Mi sembra invece che non l’abbia letto lei, l’articolo di satoshi”

            hai ragione, ricordavo male io visto che lo lessi anni fa. resta il fatto che il client originale incorporava sin dall’inizio script, un linguaggio che, seppur privo dell’istruzione GO è comunque molto potente. l’intento originale è dunque abbastanza chiaro…

            “Poi è ovvio che ci sono altri usi, ma ricordiamoci che questo è un articolo di economia e sicuramente non c’è spazio per parlare di usi alternativi.”

            sono proprio gli usi “alternativi” come li chiami tu che danno valore a bitcoin e lo distinguono da uno schema ponzi. non considerarli è appunto il problema centrale nella tua analisi.

            8

            “Potrebbe essere nel torto anche lei, ma è questo il bello delle scienze sociali, no?”

            certo, certo, ma vedi, il tempo è galantuomo. basta aspettare un po’ di anni per vedere chi ha ragione. è per questo che ti dico che non mi interessa convincerti. vuoi continuare a credere di essere nel giusto? prego, fa pure.

            “i vada a leggere la mia tesi di laurea”

            ho dato un occhio al primo capitolo. non è una brutta introduzione quella che hai fatto, e potrei anche dirti che mi piaciucchia, ma il suo livello è quello di un video introduttivo su youtube. se la tua conoscenza è quella non sai molto, e mi rendo conto che non sei in grado di rispondere a domande quali quelle che ti ho posto.

            ho anche trovato 2 errori, entrambi nella stessa frase…

            “finché il numero totale di BTC emessi avrà raggiunto la cifra totale di 21 milioni – all’incirca nel 2040″

          • http://www.rethinkecon.it/ Michele Cantarella

            1- Mi rifiuto di continuare a discutere su questo punto. Ma ha ragione lei, creda pure alle voci nella sua testa

            2- “Il bitcoin non E’ ne sarà MAI una valuta”. Nonostante qualunque altra persona nel mondo affermi il contrario. Ha sempre ragione lei, comunque.

            3- Continua a non capire. Lei mi parla di “comunità”. Nell’esempio discusso si parla di adozione del bitcoin come valuta all’interno di un paese come il regno unito. Devo ancora vedere uno stato o una comunità nazionale adottare il Bitcoin come propria moneta. Comunque sì, se i cittadini dell’autoproclamata repubblica di Liberland adottano il Bitcoin, allora vuol dire che può funzionare anche a livello mondiale. Ha ancora ragione lei.

            4- Resta il fatto che continua a difendere l’indifendibile quando sathoshi definisce il bitcoin come “versione peer-to-peer di denaro elettronico” nella PRIMA FRASE DEL SUO PAPER. Ma ha ancora ragione lei, dottore

            8- È una tesi di diritto dell’economia: mi fossi messo a parlare di blockchain e crittografia ad un giurista mi avrebbero sputato in un occhio. Ma mi parli di lei, invece: tutto il suo expertise sul Bitcoin da dove proviene? Trollando la gente nella barra dei commenti di blog che ha trovato a caso cercando su google, come ha fatto fino ad adesso? Mi faccia vedere i suoi articoli, le sue pubblicazioni: perché da quello che vedo dai suoi commenti, e stavolta sarò io ad essere schietto, mi pare che, dopo due giorni di chiacchiere da bar, lei di economia non ne capisca un bel niente

          • gianni espera

            1

            non stavo discutendo, ti ho detto che se lo sai è cosa buona per te

            2

            “Nonostante qualunque altra persona nel mondo affermi il contrario”

            gli stati uniti d’america e l’australia affermano entrambi che è una commodity e lo trattano come tale. certo, mi rendo conto che non sono persone fisiche, ma era l’esempio più semplice e verificabile. per le persone, beh diciamo che chi lo conosce a fondo lo sa. è ovvio che se prendi persone che ne hanno solo sentito parlare…

            3

            e quindi? per essere adottato a livello ufficiale da uno stato è necessario un atto politico, atto che chiaramente esula dalla sfera economica. ci vorrà del tempo. ti ho detto che ci sono piccole comunità, e non mi riferisco a liberland che è ancora sulla carta, ma a realtà presenti in argentina o in new hampshire o in altre parti del mondo che lo usano per farti vedere che è già oggi usato come moneta. e ci sono inoltre tanti individui che si fanno pagare in bitcoin e lo usano quotidianamente per i loro acquisti. e siamo partiti da 0. e il processo è in crescita. dai tempo al tempo…
            e sì, se funziona tra 1000 persone può anche funzionare tra 2000 o 3000 o 6 miliardi di persone. come dicevo il tempo è galantuomo, pazienta ed avrai le tue risposte.

            4

            sì certo che ho ragione. bitcoin è nato come moneta programmabile. gli OP_CODE sono nativi del protocollo, non sono un’aggiunta successiva. cercati il client originale e guardalo se non ti fidi…

            8

            spiacente, non avendo una laurea in matematica non ho le competenze per fare pubblicazioni su bitcoin.

            “perché da quello che vedo dai suoi commenti, e stavolta sarò io ad essere schietto, mi pare che, dopo due giorni di chiacchiere da bar, lei di economia non ne capisca un bel niente”

            non c’è problema, libero di pensare quello che vuoi. detto da uno convinto che bitcoin non possa essere un mezzo di scambio o che non possa essere usato per i prestiti perchè si apprezza…

            vuoi un consiglio? non investire mai e poi mai in bitcoin, non interessarti all’argomento e consideralo uno schema ponzi, tieniti stretti i tui begli eurini ed occupati di altro, avrai una vita lunga e felice ;)

            p.s. comunque fidati, non volevo in nessun modo trollarti, è che mi mette allegria leggere boiate condite da pessime analisi economiche. anche la tua tesi è stata divertente da leggere e mi ha strappato più di un sorriso.

            p.p.s. lo so, il mio tono è sardonico. in te sento puzza di keynesiano a kilometri di distanza. una volta mi accaloravo, cercavo di spiegare di far ragionare, volevo migliorare la società. adesso però è diverso, bitcoin è una rivoluzione che non si può fermare e ci penserà lui a vincere la guerra per me.
            è per questo che ora mi son seduto ed osservo gli eventi come spettatore, fregandomene di tutto. non sono qua per insegnarti l’economia, hai una testa, usala. se non ci riesci peggio per te, io non sono tuo padre. ci penserà la realtà a farti capire. io mi limito a sorridere pensando alla faccia tua e di quelli come te quando ci sbatterai il muso contro. è per questo che trovo ciò che scrivi estremamente divertente ;)

          • http://www.rethinkecon.it/ Michele Cantarella

            Senta, continui pure a ripetere le stesse cose. Posso copiancollarle tutti i suoi commenti e ognuno potrebbe sembrare uguale al precedente.

            Non ha fatto alcuna critica sostanziale alle mie argomentazioni, e non sta facendo altro che mettermi in bocca affermazioni che non ho mai sostenuto (quando mai ho parlato io di euro, per esempio).

            Sta solo dimostrando o di essere talmente presuntuoso da non aver nemmeno letto con attenzione quello che ho scritto in questo articolo o di non aver proprio capito la tesi principale del mio mio discorso (e lasciamo stare gli argomenti che la sostengono, sono due giorni che cerco di spiegarle quel paper di Hanley e lei continua a ripetere le stesse cose).

            Un dibattito del genere è assolutamente impossibile con chi, come lei, vive di dogmi e pregiudizi dimostrando solo un’inciviltà e un’ignoranza assolutamente fuori luogo in un blog come questo. Quello che le servirebbe è solo un bagno di umiltà. Io ho già sprecato troppo del mio tempo a cercare di ragionare con lei. Non ha niente di meglio da fare, lei?

          • gianni espera

            ti sto trattando con sufficienza? sì lo ammetto.
            per questo sono presuntuoso? è probabile.
            la cosa mi interessa? decisamente no,
            sei uno studentello con le idee confuse.

            come già ti ho scritto io non sono interessato a dibattere. vatti a rileggere il post scriptum del mio ultimo commento!!

            per criticare nel merito il paper di hanley dovrei mettermi a parlare di utilità marginale di preferenze individuali e di meccanismi monetari e non ne ho voglia. ne avrei poca voglia a voce (argomento troppo vasto) figuriamoci su un blog dove devo mettermi a scrivere.
            inoltre tu hai un’estrazione keynesiana e dunque mi ammorberesti su ogni concetto.

            grazie ma no grazie.

            come ti dicevo io non sono tuo padre, nè tantomeno il tuo professore di macroeconomia, nè tantomeno il tuo mentore di criptovalute. Non è mia la responsabilità.

            io sono un felice possessore di bitcoin, tu sei un felice possessore di quel che ti pare, ognuno per la sua strada e ti auguro tanta felicità!!

          • http://www.rethinkecon.it/ Michele Cantarella

            Benissimo, se ne vada a fare flame da un’altra parte allora.

            Buona fortuna con i suoi investimenti in Bitcoin.

          • gianni espera

            un comodo +60% in 2 mesetti.
            roba da nulla in fondo.

            tu però continua a considerarli lo sterco del demonio, mi raccomando!

            te lo garantisco, non hai bisogno di buttar via i tuoi soldi in una bolla speculativa.

            XD

          • http://www.rethinkecon.it/ Michele Cantarella

            L’ennesima conferma dell’intrinseca volatilità della moneta.

            Comunque mi spieghi questa sua ossessione nel continuare a commentare quest’articolo: mi sembrava di aver chiuso la discussione due mesi fa. Se proprio ci tiene a continuare a discutere di Bitcoin con me mi scriva pure in privato: continuare ancora a discutere qui è davvero ai limiti del ridicolo

          • gianni espera

            tranquillo, non volevo discutere, volevo canzonarti ;)

            la moneta sarà volatile fino al raggiungimento dell’adozione di massa.
            ci vorranno ancora anni ed il prezzo crescerà di almeno 1000 volte dal livello di oggi

          • http://www.rethinkecon.it/ Michele Cantarella

            Caro gianni, sa cosa le dico? Che gliela do vinta. L’accanimento con cui continua da mesi a commentare questo articolo ha del sovrannaturale. Il fatto che si solo andato a cercare questo articolo per canzonarmi vuol dire che non si era scordato del mio ultimo commento, che per mesi ha aspettato il momento giusto per non lasciarmi l’ultima parola e darmi il ben servito con i suoi dati empirici inconfutabili.

            Ma la sensazione che provo non è né rabbia né sconfitta. No, anzi, mi sento lusingato dalle sue attenzioni. Tutto questo mi fa capire che io e il mio articolo siamo entrati irrimediabilmente nella sua vita. La sua non è mai stata ostilità, piuttosto devozione. E io non posso che levarmi il cappello di fronte a tanto ardente ossequio.

          • gianni espera

            bravo