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Se c’è un aspetto che da sempre ha caratterizzato l’economia del Bitcoin, questo è la forte tendenza deflazionistica, programmata nella valuta stessa. Questa è una tendenza fisiologica: i miner offrono la loro potenza computazionale per convalidare le transazioni del network -racchiuse all’interno di blocchi-, e sono ricompensati con nuovi Bitcoin in cambio del loro servizio. Questo è l’unico modo in cui nuovi Bitcoin vengono immessi in circolazione: il sistema è interamente decentralizzato e non esistono banche centrali. Convalidare le transazioni diventa progressivamente più difficile e, perché i miner siano incentivati a dedicare risorse sempre più elevate per continuare questo indispensabile processo, è necessario che il Bitcoin continui ad apprezzarsi. L’analogia tra il miner e il cercatore d’oro -metallist analogy (Maurer, Nelms & Swartz)- è voluta: come un metallo prezioso, infatti, il Bitcoin è una risorsa finita -non più di 21mln di BTC verrano mai emessi- che diventa sempre più scarsa -il pay-out per ogni blocco risolto si riduce con il tempo. [Read More]