Archivi tag: teoria ortodossa

Dal primo incontro del ciclo di seminari sulle scuole di pensiero economico organizzato da Rethinking Economics Bologna. Il professor Zamagni ci introdurrà al pluralismo e ce ne mostrerà la necessità, in contrasto con l’omologazione cui assistiamo nelle facoltà (e nelle politiche) di tutto il mondo. Si ringraziano Lorenzo Cresti e Nicola Visonà per questo articolo.

 

Se si dovessero esporre tre motivi a favore di un maggiore pluralismo teorico nell’insegnamento della scienza economica, potrebbero essere individuati nei seguenti:

 

1) L’economia non è una scienza darwiniana: l’ultima teoria economica, in ordine cronologico, non comprende i risultati raggiunti dalle teorie precedenti. Questo senza negare l’esistenza di una qualche forma di evoluzione nel processo di cambiamento storico delle idee economiche. Neghiamo però che si tratti di uno sviluppo unidirezionale, omogeneo e, anzi, unico [cfr Zamagni, Profilo di Storia del Pensiero Economico].

 

2) L’economia non è una scienza naturale, ma una scienza sociale: i fatti economici non sono immutabili, bensì cambiano nel tempo e nello spazio, cosicché problemi che appaiono cruciali in un certo periodo (o Paese) possono risultare del tutto irrilevanti in un altro. Inoltre, i giudizi di valore degli scienziati, riguardanti gli oggetti di studio e le assunzioni di base da cui si formulano le relazioni di causazione, hanno un effetto diretto sugli esiti dei loro studi economici. Da notare che, in ultima istanza, sono le società nel loro complesso a decretare la rilevanza dei problemi da studiare, a stabilire le direzioni in cui vanno cercate le soluzioni e, da ultimo, a decidere quali siano le teorie giuste.

 

3) Succede che su alcuni temi e problemi fondamentali si formino degli orientamenti di base (caratteristiche personali, etiche e politiche), in particolare, di chi applica i risultati raggiunti attraverso gli studi economici. Si vedano per esempio le visioni contrastanti riguardo la regolamentazione del mercato, o la teoria del valore (da Ricardo a Jevons e poi a Sraffa), o l’orientamento macroeconomico contro quello microeconomico in tema di distribuzione del reddito; e così via.

 

[Read More]

macro

 

Il modello di Anti – Blanchard di Emiliano Brancaccio

 

Analizziamo ora questi ultimi due punti su cui fa perno l’analisi critica nell’Anti-Blanchard.

Innanzitutto, per l’analisi di un’economia, è bene chiedersi cosa accada quando l’AD non è decrescente ed il perché di tale possibilità. Brancaccio spiega perfettamente che questa situazione si verifica per il possibile manifestarsi, secondo i fautori dell’economia critica, di tre motivazioni tutte volte a rompere il vincolo causale tra la riduzione dei prezzi (ed il conseguente aumento delle scorte monetarie nelle mani degli operatori) e l’aumento degli investimenti e della domanda aggregata.

[Read More]

macro

 

 

Introduzione

 

Nel corso della storia, pochi manuali di economia hanno avuto tanto successo e diffusione negli ambienti universitari come Macroeconomics – tra gli altri si annovera Economics di Paul Samuelson e William Nordhaus, apparso nella sua prima edizione nel 1948. Il suo autore, Olivier Blanchard, è uno tra gli economisti più noti ed influenti sul panorama accademico mondiale; di origine francese, professore al MIT di Boston, Blanchard è stato fondatore e, fino poco tempo fa, direttore del centro di ricerca presso il Fondo Monetario Internazionale (FMI). La prima versione del suo manuale risale al 1996; in Italia, da oltre un decennio viene pubblicato dalla casa editrice il Mulino, con la collaborazione di Alessia Amighini e Francesco Giavazzi.

[Read More]