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https://sloanreview.mit.edu/article/developing-versatile-leadership/

Is it possible to quantify, using economic variables, what is in principle not subject to economic evaluation? A recent Harvard research seems to have achieved such an ambitious goal, but this inevitably makes ethical issues arise.

 

In the last few years, an increasing concern has developed with regard to the externalities of firms. An externality is the cost or benefit implied by an economic activity that affects a third party who did not choose to incur that cost or benefit and without this being reflected in market prices. They are one of the main justifications for public intervention in the economic sphere. On one hand, governments should reduce negative externalities through mindful regulation. On the other, they should incentivize positive externalities, which usually are not the firms’ most pressing priorities, since they do not directly result in any monetary advantage.

The profitability of a company stays unaltered both if the air of our neighborhood becomes unbreathable due to industrial waste and if we enjoy the benefits of gentrification brought about by a successful commercial activity. Can businesses, in principle, be ethical? If so, how to apply analytical tools to ethics and to subsume what is qualitative par excellence under the scope of the queen of  social sciences, namely economics? The former is a philosophical interrogation, the latter a methodological one. The consequence is that they are respectively dealt with by two different research approaches, which urge us to find a common synthesis in order to successfully coordinate and inspire our practical response. [Read More]

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In the last 20 years we have witnessed political and economic processes becoming more and more interconnected and interdependent. Still, it is taking us some time to acquire awareness of the mechanisms behind  such processes. The bottom line of our first 20 years of this century is one: the gradual disappearance of the middle class, the rise to power of populist parties and an increasing inequality even between the richest. In these processes a major role is played by the banks, and the policies adopted to save them.

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On March 12, the ECB held a press conference, in which Christine Lagarde announced and commented on the new measures to counter the economic downturn triggered by the spread of the virus. Below, we shortly review and explain these measures, compare the policies of Lagarde and Draghi, the previous ECB president, and give some final considerations on [Read More]

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Il professor Stefano Zamagni è docente di Economia politica all’Università di Bologna dal 1981, Adjunct Professor di International Political Economy alla Johns Hopkins University, SAIS Europe di Bologna, ha ricoperto numerose attività accademico- amministrative e ha ricevuto molteplici onorificenze e riconoscimenti. È un rappresentante della scuola di economia civile, co-fondatore della SEC (Scuola di Economia Civile). [Read More]

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PERCHÉ QUESTO ARTICOLO

 

Questo articolo nasce come critica costruttiva al lavoro svolto da Rethinking Economics Italia negli ultimi anni. Conoscemmo entrambi RE Italia nell’autunno del 2014, tramite la sezione della LUISS Guido Carli, dove studiavamo per la nostra laurea triennale. All’epoca RE Italia era una realtà molto giovane, e oltre all’associazione LUISS esistevano solamente tre o quattro sezioni locali. [Read More]

SCUOLA: MATURI 2012, LA META' SCEGLIE UNIVERSITA'

 

In questo articolo si presenta il testo della relazione tenuta dall’autore ad una conferenza presso l’Università di Padova organizzata dal gruppo Il Sindacato degli Studenti, il giorno 11 maggio 2016.

 

ABSTRACT

La presente relazione vuole mettere in luce le questioni che riguardano la domanda di ripensamento dell’economia degli studenti di Rethinking Economics, parte del network globale International Students Initiative for Pluralism in Economics (ISIPE), in seguito allo scoppio della crisi finanziaria, denunciando l’incoerenza delle teorie presentate nei manuali di testo rispetto alla realtà. Ciò invita a guardare alla richiesta di ripensare l’economia non come un mero capriccio intellettuale, ma come ad una precisa e quanto mai seria necessità storica che non può più rimanere inascoltata. In particolare, questa relazione andrà ad indagare la natura della scienza economica, su cosa l’economia è o non è. Attraverso un breve sguardo storico, andremo a vedere come le teorie economiche sono profondamente influenzate dal contesto storico e dalle problematiche economiche caratterizzanti una data società. Questo approccio al pensiero economico, suggerito da Amiya Kumar Dasgupta, vi aiuterà a capire in che misura la scienza economica è “plurale” al suo interno e i motivi per cui in modo plurale andrebbe insegnata.

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L’International Student Initiative for Pluralism in Economics (ISIPE) terrà dal 18 al 21 settembre 2014 a Tübingen il primo meeting internazionale di studenti di economia presso il Global Ethic Institute dell’università di Tübingen stessa. L’ISIPE, di cui si è molto discusso per il manifesto pubblicato il 5 maggio di quest’anno, unisce 60 network studenteschi da oltre trenta paesi. “Ci aspettiamo più di 40 delegati da tutto il mondo per discutere come possiamo cambiare i corsi universitari di economia”, spiega Gustav Theile, studente di economia e organizzatore dell’evento. “Tra i nostri obiettivi per questo incontro c’è anche la creazione di un’istituzione che dia una struttura al movimento nato in maggio”… [continua su pagina 99]