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SCUOLA: MATURI 2012, LA META' SCEGLIE UNIVERSITA'

 

In questo articolo si presenta il testo della relazione tenuta dall’autore ad una conferenza presso l’Università di Padova organizzata dal gruppo Il Sindacato degli Studenti, il giorno 11 maggio 2016.

 

ABSTRACT

La presente relazione vuole mettere in luce le questioni che riguardano la domanda di ripensamento dell’economia degli studenti di Rethinking Economics, parte del network globale International Students Initiative for Pluralism in Economics (ISIPE), in seguito allo scoppio della crisi finanziaria, denunciando l’incoerenza delle teorie presentate nei manuali di testo rispetto alla realtà. Ciò invita a guardare alla richiesta di ripensare l’economia non come un mero capriccio intellettuale, ma come ad una precisa e quanto mai seria necessità storica che non può più rimanere inascoltata. In particolare, questa relazione andrà ad indagare la natura della scienza economica, su cosa l’economia è o non è. Attraverso un breve sguardo storico, andremo a vedere come le teorie economiche sono profondamente influenzate dal contesto storico e dalle problematiche economiche caratterizzanti una data società. Questo approccio al pensiero economico, suggerito da Amiya Kumar Dasgupta, vi aiuterà a capire in che misura la scienza economica è “plurale” al suo interno e i motivi per cui in modo plurale andrebbe insegnata.

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L’International Student Initiative for Pluralism in Economics (ISIPE) terrà dal 18 al 21 settembre 2014 a Tübingen il primo meeting internazionale di studenti di economia presso il Global Ethic Institute dell’università di Tübingen stessa. L’ISIPE, di cui si è molto discusso per il manifesto pubblicato il 5 maggio di quest’anno, unisce 60 network studenteschi da oltre trenta paesi. “Ci aspettiamo più di 40 delegati da tutto il mondo per discutere come possiamo cambiare i corsi universitari di economia”, spiega Gustav Theile, studente di economia e organizzatore dell’evento. “Tra i nostri obiettivi per questo incontro c’è anche la creazione di un’istituzione che dia una struttura al movimento nato in maggio”… [continua su pagina 99]

college

 

Il giorno prima dell’esame di Storia economica, andai nell’ufficio della mia professoressa con una domanda ben precisa in testa, “Perché non si insegna questa materia agli studenti di Economia?”

 

Dopo una lunga discussione riguardante i benefici di integrare corsi come Storia economica ed Economia della Politica (“Economics of Politics”) nei curriculum economici, la conversazione raggiunse l’apice: dissi alla professoressa che credevo che agli studenti di Economia, non solo a Bath, ma nel resto della Gran Bretagna in generale, non venissero insegnati i differenti punti di vista e le differenti prospettive presenti all’interno della materia stessa. In più, tutto ciò non faceva altro che ostacolare il percorso degli studenti verso una conoscenza critica dell’economia. Quando mi disse che era d’accordo con la maggior parte dei punti da me esposti, le chiesi semplicemente, “Perché non cambiamo il programma di Economia, allora?” La sua risposta fu sconcertante. “Edwin,” mi disse, “io sono d’accordo con te, ma non la maggior parte dei miei colleghi”… [continua su pagina99]

 

uni

 

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On the day before my Economic History exam, I went to my lecturer’s office with one question in mind: ‘Why is this subject not being taught to Economics students?’ After a long discussion on the benefits of integrating courses such as Economic History and Economics of Politics into the Economics degree, the conversation reached its climax. I told my lecturer that I believed economics students, not only in Bath but in the rest of the UK generally, were not being taught different views and perspectives within the subject. This, as I told her, hinders their development of a well-rounded and critical understanding of economics. After I saw her agreeing on most point I made, I simply asked: ‘Then why is the economics programme not being changed?’ Her answer was disconcerting: “Edwin, I agree with you, but unfortunately most of my colleagues don’t.” [Read More]

galileo

 

 

“E pur si muove”, è la frase comunemente attribuita all’astronomo Galileo Galilei, pronunciata all’uscita dal Tribunale dell’Inquisizione del Sant’Uffizio, al termine dell’abiura delle sue teorie.   A muoversi, nel 1633, è ovviamente la Terra, come già previsto dalla teoria copernicana, che il padre della scienza moderna aveva tentato di verificare sperimentalmente, difendendola nel suo Trattato Dialogo sopra i due massimi sistemi del Mondo.   Ad oggi, se non in similare contesto inquisitorio, in un prevalente clima di disincanto, a muoversi è invece l’International Student Initiative for Pluralism in Economics (ISIPE), che, come ogni corpo in movimento (sia esso in rotazione o in rivoluzione), ha già innescato un travolgente dibattito sui titoli della stampa internazionale. [Read More]