Archivi tag: pluralismo

The_Economy_of_Francesco_slider

Già dalla sua esortazione nell’Evangelii gaudiumPapa Francesco critica aspramente «un’economia dell’esclusione e dell’inequità», un’economia che «uccide» (EG n. 53), e solleva una questione morale e non per porre mano direttamente ad una riforma dell’attuale sistema finanziario dal punto di vista strutturale e tecnico. Non è infatti compito specifico della Chiesa proporre una simile riforma, semmai della politica e dello stesso mondo economico. Forse per questo lo scorso maggio ha inviato una lettera ad economisti di tutto il mondo, «vi scrivo per invitarvi ad un’iniziativa che ho tanto desiderato: un evento che mi permetta di incontrare chi oggi si sta formando e sta iniziando a studiare e praticare una economia diversa, quella che fa vivere e non uccide, include e non esclude, umanizza e non disumanizza, si prende cura del creato e non lo depreda. Un evento che ci aiuti a stare insieme e conoscerci, e ci conduca a fare un ‘patto‘ per cambiare l’attuale economia e dare un’anima all’economia di domani». La lettera che Papa Francesco ha inviato per costruire una nuova economia rappresenta un passo molto importante per cercare di generare un vero cambiamento.

[Read More]

luci (1)

Dalla crisi finanziaria del 2008 qualcosa è cambiato. Ormai le politiche economiche non convenzionali sono nell’agenda delle banche centrali e dei governi e si discute apertamente di teorie che fino a tempo fa erano considerate tabù. Qualcosa è cambiato anche nell’insegnamento dell’economia. Gli economisti neoclassici cercano di inserire nei loro modelli frizioni ed elementi nuovi, seguendo (tardivamente) la lezione di Hyman Minsky. Il pensiero economico eterodosso è sempre meno considerato eretico ed è (un po’) più rispettato. Molti ormai criticano apertis verbis l’impostazione dominante in economia, il cosiddetto mainstream. Ed è giusto così. Ma cosa metteremo al posto del mainstream quando sarà morto di vecchiaia o malattia?

[Read More]

14711466_1427037977312375_4768981933277020340_o

Il professor Stefano Zamagni è docente di Economia politica all’Università di Bologna dal 1981, Adjunct Professor di International Political Economy alla Johns Hopkins University, SAIS Europe di Bologna, ha ricoperto numerose attività accademico- amministrative e ha ricevuto molteplici onorificenze e riconoscimenti. È un rappresentante della scuola di economia civile, co-fondatore della SEC (Scuola di Economia Civile). [Read More]

23476776_1461001517302090_112064977_n

PERCHÉ QUESTO ARTICOLO

 

Questo articolo nasce come critica costruttiva al lavoro svolto da Rethinking Economics Italia negli ultimi anni. Conoscemmo entrambi RE Italia nell’autunno del 2014, tramite la sezione della LUISS Guido Carli, dove studiavamo per la nostra laurea triennale. All’epoca RE Italia era una realtà molto giovane, e oltre all’associazione LUISS esistevano solamente tre o quattro sezioni locali. [Read More]

cartamoneta

 

 

Teoria nominalista della moneta-credito. Valore astratto, credito e Stato

 

Nel senso pieno del termine [la moneta] può esistere soltanto in relazione alla moneta di conto. 

Keynes, 1930

 

Le radici della teoria nominalista della moneta risiedono nei contributi teorici degli economisti inglesi del XVII e XVIII secolo, della scuola storica tedesca e della teoria statale della moneta del XIX secolo. Venendo ai tempi più recenti, un notevole influenza sulla concezione eterodossa della moneta è arrivata dalle teorie keynesiane, circuitiste e neocartaliste del XX secolo.

[Read More]

SCUOLA: MATURI 2012, LA META' SCEGLIE UNIVERSITA'

 

In questo articolo si presenta il testo della relazione tenuta dall’autore ad una conferenza presso l’Università di Padova organizzata dal gruppo Il Sindacato degli Studenti, il giorno 11 maggio 2016.

 

ABSTRACT

La presente relazione vuole mettere in luce le questioni che riguardano la domanda di ripensamento dell’economia degli studenti di Rethinking Economics, parte del network globale International Students Initiative for Pluralism in Economics (ISIPE), in seguito allo scoppio della crisi finanziaria, denunciando l’incoerenza delle teorie presentate nei manuali di testo rispetto alla realtà. Ciò invita a guardare alla richiesta di ripensare l’economia non come un mero capriccio intellettuale, ma come ad una precisa e quanto mai seria necessità storica che non può più rimanere inascoltata. In particolare, questa relazione andrà ad indagare la natura della scienza economica, su cosa l’economia è o non è. Attraverso un breve sguardo storico, andremo a vedere come le teorie economiche sono profondamente influenzate dal contesto storico e dalle problematiche economiche caratterizzanti una data società. Questo approccio al pensiero economico, suggerito da Amiya Kumar Dasgupta, vi aiuterà a capire in che misura la scienza economica è “plurale” al suo interno e i motivi per cui in modo plurale andrebbe insegnata.

[Read More]

Dal quarto ed ultimo incontro del ciclo di seminari sulle scuole di pensiero economico organizzato da Rethinking Economics Bologna. Matteo Corsini, uno dei maggiori studiosi italiani della teoria austriaca, ce ne descrive la visione dell’economia, dello stato e delle banche. Si ringraziano Federica Meluzzi e Giacomo Rubbini per questo articolo.

 

La teoria austriaca, ci spiega Matteo Corsini, prende le mosse da un interrogativo fondamentale riguardo all’individuo: come può egli sopravvivere?

Innanzitutto è necessario che si procuri qualcosa che gli consenta di sostentarsi; l’individuo inizia quindi producendo ciò di cui ha bisogno, dando origine a una primitiva economia di sussistenza in cui si produce esclusivamente ciò che si consuma.

[Read More]

Dal secondo incontro del ciclo di seminari sulle scuole di pensiero economico organizzato da Rethinking Economics Bologna. Il professor Ricottilli ci introdurrà a neo- e post-keynesiani a partire dalle teorie della moneta e dell’investimento classica, neo-classica e keynesiana. Si ringrazia Jan Mazza per quest’articolo.

 

Il professor Ricottilli ha scelto la moneta come punto di partenza. La moneta, per il pensiero classico nulla più che un mezzo di scambio il cui significato giaceva nella traduzione nominale di un’operazione di scambio o di produzione reale, nell’opera keynesiana diventa un fattore fondamentale nella determinazione del risparmio, insieme alla domanda effettiva e al concetto di aspettative cui è indissolubilmente legata. Due idee ben diverse quindi, a partire dalle quali si costruiscono altrettanto diverse teorie degli investimenti. [Read More]