Archivi tag: Economics

circular economy

Every year, humans consume way more than the planet has to offer in terms of biological and mineral resources. The day we exceed nature’s budget for the year is called Earth Overshoot Day and, according to the Global Footprint Foundation, we systematically reach it way before we should. Modern capitalist economies are designed for economic growth and the fuel of this growth is consumption. The problem is obviously that the natural resources to consume on our planet are limited.

 

Besides, the way we extract these resources is destroying natural environments and making the Earth unable to satisfy the needs of a growing population. It is also clear that the waste produced is already a serious problem since landfills have limited capacity and most of the solutions involving combustion raise obvious environmental concerns.

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4state

In the last 20 years we have witnessed political and economic processes becoming more and more interconnected and interdependent. Still, it is taking us some time to acquire awareness of the mechanisms behind  such processes. The bottom line of our first 20 years of this century is one: the gradual disappearance of the middle class, the rise to power of populist parties and an increasing inequality even between the richest. In these processes a major role is played by the banks, and the policies adopted to save them.

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The_Economy_of_Francesco_slider

Già dalla sua esortazione nell’Evangelii gaudiumPapa Francesco critica aspramente «un’economia dell’esclusione e dell’inequità», un’economia che «uccide» (EG n. 53), e solleva una questione morale e non per porre mano direttamente ad una riforma dell’attuale sistema finanziario dal punto di vista strutturale e tecnico. Non è infatti compito specifico della Chiesa proporre una simile riforma, semmai della politica e dello stesso mondo economico. Forse per questo lo scorso maggio ha inviato una lettera ad economisti di tutto il mondo, «vi scrivo per invitarvi ad un’iniziativa che ho tanto desiderato: un evento che mi permetta di incontrare chi oggi si sta formando e sta iniziando a studiare e praticare una economia diversa, quella che fa vivere e non uccide, include e non esclude, umanizza e non disumanizza, si prende cura del creato e non lo depreda. Un evento che ci aiuti a stare insieme e conoscerci, e ci conduca a fare un ‘patto‘ per cambiare l’attuale economia e dare un’anima all’economia di domani». La lettera che Papa Francesco ha inviato per costruire una nuova economia rappresenta un passo molto importante per cercare di generare un vero cambiamento.

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Recentemente noi studenti di Rethinking Economics – associazione studentesca che mira innanzitutto a rendere plurale l’insegnamento dell’economia nelle università– abbiamo dedicato la nostra attenzione anche all’ambito della ricerca in economia e, più in particolare, alla valutazione della qualità della ricerca condotta dall’ANVUR (Agenzia nazionale per la valutazione dell’università e della ricerca). Anche qui, come nella didattica, è emerso un quadro preoccupante riguardo ai rapporti di forza tra teoria dominante e teorie alternative; a nostro avviso, è fondamentale agire anche su questo livello, sia per la sua importanza specifica sia per gli inevitabili effetti sulla formazione dei futuri professori e dunque, in ultima istanza, sull’insegnamento.

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college

 

Il giorno prima dell’esame di Storia economica, andai nell’ufficio della mia professoressa con una domanda ben precisa in testa, “Perché non si insegna questa materia agli studenti di Economia?”

 

Dopo una lunga discussione riguardante i benefici di integrare corsi come Storia economica ed Economia della Politica (“Economics of Politics”) nei curriculum economici, la conversazione raggiunse l’apice: dissi alla professoressa che credevo che agli studenti di Economia, non solo a Bath, ma nel resto della Gran Bretagna in generale, non venissero insegnati i differenti punti di vista e le differenti prospettive presenti all’interno della materia stessa. In più, tutto ciò non faceva altro che ostacolare il percorso degli studenti verso una conoscenza critica dell’economia. Quando mi disse che era d’accordo con la maggior parte dei punti da me esposti, le chiesi semplicemente, “Perché non cambiamo il programma di Economia, allora?” La sua risposta fu sconcertante. “Edwin,” mi disse, “io sono d’accordo con te, ma non la maggior parte dei miei colleghi”… [continua su pagina99]

 

uni

 

Per leggere lo stesso articolo, in italiano, clicca qui

 

On the day before my Economic History exam, I went to my lecturer’s office with one question in mind: ‘Why is this subject not being taught to Economics students?’ After a long discussion on the benefits of integrating courses such as Economic History and Economics of Politics into the Economics degree, the conversation reached its climax. I told my lecturer that I believed economics students, not only in Bath but in the rest of the UK generally, were not being taught different views and perspectives within the subject. This, as I told her, hinders their development of a well-rounded and critical understanding of economics. After I saw her agreeing on most point I made, I simply asked: ‘Then why is the economics programme not being changed?’ Her answer was disconcerting: “Edwin, I agree with you, but unfortunately most of my colleagues don’t.” [Read More]