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Se c’è un aspetto che da sempre ha caratterizzato l’economia del Bitcoin, questo è la forte tendenza deflazionistica, programmata nella valuta stessa. Questa è una tendenza fisiologica: i miner offrono la loro potenza computazionale per convalidare le transazioni del network -racchiuse all’interno di blocchi-, e sono ricompensati con nuovi Bitcoin in cambio del loro servizio. Questo è l’unico modo in cui nuovi Bitcoin vengono immessi in circolazione: il sistema è interamente decentralizzato e non esistono banche centrali. Convalidare le transazioni diventa progressivamente più difficile e, perché i miner siano incentivati a dedicare risorse sempre più elevate per continuare questo indispensabile processo, è necessario che il Bitcoin continui ad apprezzarsi. L’analogia tra il miner e il cercatore d’oro -metallist analogy (Maurer, Nelms & Swartz)- è voluta: come un metallo prezioso, infatti, il Bitcoin è una risorsa finita -non più di 21mln di BTC verrano mai emessi- che diventa sempre più scarsa -il pay-out per ogni blocco risolto si riduce con il tempo. [Read More]

Ho letto in questi giorni l’ultimo libro di Eugenio Scalfari, L’amore, la sfida, il destino, in cui l’autore a un certo punto declina le diverse accezioni di amore andando da Catullo a Montaigne, da Werther a Foscolo, dall’amore-passione all’amore-amicizia, e così via, fino a darne una sua personale definizione. L’amore, dice, è desiderio. Dell’altro, di un corpo, dell’anima, del potere. L’amore può anche essere verso se stessi, un amore narcisistico che, consapevolmente o meno, ha necessariamente a che fare col potere. Narcisismo è potere, dunque. Un potere oggi espresso soprattutto dal paradigma economico vincente.

 

Noah Smith, nel suo blog riprende un dibattito, quello tra neo-classici e neo-keynesiani, cominciato negli anni Settanta e giunto fino a noi in varie declinazioni e attraverso la voce di diversi economisti. [Read More]