Tutti gli articoli di Mattia Achei

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Gli anni del secondo conflitto mondiale furono caratterizzati da un elemento ai più sconosciuto, o ignorato: un via-vai di proposte per riformare il sistema monetario internazionale e la nuova politica commerciale mondiale. I principali economisti dell’epoca, infatti, erano “concordi nel ritenere che tra le cause dell’immane conflitto” vi fossero “le politiche economiche seguite dalle varie Nazioni del mondo”[1] nel periodo fra le due guerre, nonché i loro squilibri economici. Partendo da questi elementi comuni, Stati Uniti e Regno Unito iniziarono a lavorare alle proposte che avrebbero costituito i presupposti della conferenza di Bretton Woods. Questo articolo si propone di presentare i due progetti di riforma del sistema monetario internazionale, analizzando poi le contraddizioni di fondo dei risultati raggiunti dalla conferenza. Partendo dalle sue radici, infatti, risulterà chiaro perché il sistema monetario generato a Bretton Woods abbia fallito.
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 Sullo stesso argomento, in italiano,  leggi qui.

 

Sardex is a new way of thinking economics. It demonstrates how it is possible to combine commercial and social interests together and refuse the craziness of capitalism, which led Sardinia to a financial and human misery. We rarely talk about confidence, solidarity and networking in economics discussions. Furthermore, Sardinia is a region where starting an innovative business is not that easy: Sardinia’s enterprises produce on the island just the wealth necessary for their own territory. But the story of four young under-30-years old make us believe that a new way of thinking economics is actually possible, even during a financial crisis.

 

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Alla vigilia delle elezioni regionali in Sardegna (16 febbraio 2014) una riflessione su un fenomeno sviluppatosi in una delle regioni che più ha sofferto la crisi economica e che ha cercato di rialzarsi con le proprie forze: il Sardex, la valuta virtuale sarda creata da quattro ragazzi. 

 

Sardex è un nuovo modo di concepire l’economia, è la dimostrazione che si può tornare a coniugare i rapporti commerciali con quelli sociali, rifiutando le follie del capitalismo sfrenato che ci ha condotto questa miseria. Umana, oltreché finanziaria. Parlando di economia siamo abituati ad ascoltare parole come fatturato, profitto, interesse; ma ecco che accanto a queste ne compaiono altre, che difficilmente si leggono nei manuali: fiducia, solidarietà, fare rete. E’ sufficiente raccontare la storia di questi ragazzi, alcuni di loro neppure trentenni, per dimostrare nei fatti e nei numeri che “un’altra via” è possibile e che anche in tempo di crisi e in una regione, la Sardegna, poco avvezza ai cambiamenti e alle novità è pensabile mettere in piedi un’attività imprenditoriale innovativa che produce ricchezza sul territorio e per il territorio.

 

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