Archivi categoria: Non solo economia

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Among the disastrous consequences of the Coronavirus, many people joyfully praised the reduction in CO2 emissions as a turning point in the fight for the environment. If we look at the past, unfortunately, they could be getting things very wrong.

 

Air pollution is one of the major causes of death all over the world: every year, more than four and a half million people die for causes directly related to poor air quality [1]. However, policymakers around the globe did not succeed to tackle the issue effectively.

 

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https://entrepreneurhandbook.co.uk/social-media-companies-need-better-regulation/

Social networks are an incredible source of information and they connect the world in a click. But they can also be a means to spread hate, fake news and terrorist propaganda.

On March 15th, 2019, In Christchurch, third largest city of New Zealand, a white-supremacist killed 51 people and injured 49 in two mosques, and the shooting was live-streamed on Facebook.

In early 2018, a whistle-blower revealed to The Guardian and to The New York Times that Facebook allowed Cambridge Analytica, a political consulting firm, to obtain data of as much of 50 million users for electoral purposes. The ads for billions of Americans were pivoted towards the candidate they might like the most based on their personal habits and information.

These are just two examples that show how social networks have failed, at least partially, to self-regulate themselves.

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Potrà sembrare sorprendente, ma talvolta andare al cinema si rivela più utile che studiare su un manuale mainstream di macroeconomia. Come risaputo, il recente crollo finanziario ha portato ad un riesame della professione economica. In diverse parti del mondo è nata una serie di movimenti studenteschi che manifestano la loro insoddisfazione per il modo in cui l’economia è insegnata. Anziché basarsi su un dogmatismo neoclassico, tali gruppi rivendicano un approccio più pluralista all’insegnamento. Quello che denunciano, infatti, è l’incapacità della teoria mainstream di fornire loro quegli strumenti necessari al fine di comprendere adeguatamente il sistema economico che caratterizza la società odierna. Chiamare un amico e chiedergli di andare al cinema, quindi, a volte può essere più utile che leggere i soliti manuali.

 

Una buona occasione è stata offerta dal film “La grande scommessa”, uscito a fine 2015 e diretto da Adam McKay. Il film racconta la vita di diversi finanzieri americani che hanno previsto e tratto profitto dallo scoppio della bolla nel mercato immobiliare americano, che in ultima analisi ha condotto al dissesto finanziario del 2007-8. Il film, in particolare, pone in luce in maniera accurata, ma allo stesso tempo brillante, le pratiche illecite messe in atto dalle banche d’affari, dagli hedge fund e dalle agenzie di rating.

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Nei miei precedenti articoli ho spesso preso una posizione chiara sul ruolo dell’economia in quanto disciplina sociale: è qualcosa di impossibile da astrarre e studiare da sola. Al contrario, tanti sono i campi dai quali attingere esperienze. La scienza politica è una scelta quasi obbligata, vista l’assurdità di costruire un sistema politico (o economico) senza contare sul suo sostrato economico (o politico). Lo stesso discorso si potrebbe fare in campo legale. Le leggi dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC) regolano il commercio internazionale e influiscono sulla creazione di aree di libero scambio o di unioni doganali; le decisioni prese dalla Commissione Europea e dal Parlamento Europeo, le deliberazioni del Consiglio Europeo e dell’Eurogruppo prendono nelle loro mani il destino dell’Unione Europea, così come quello dell’Eurozona; o ancora andrebbe evidenziata l’importanza delle Convenzioni sui diritti economici, sociali e culturali. Questi sono tutti esempi di come le tre principali scienze sociali interagiscano fortemente tra di loro. Ma i campi da cui attingere non finiscono qui. L’economia normativa riprende una serie di discorsi filosofici e di politica economica; l’economia comportamentale parte dalla psicologia; e l’economia della scienza riguarda lo sviluppo e la ricerca e l’analisi costi-benefici negli ambienti accademici, pubblici e privati che siano.

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