Archivi tag: pluralismo

Il cambiamento climatico è ormai un dato di fatto. Nulla lascia sperare che questa estate sia solo un capitolo strampalato di una storia altrimenti ordinaria. La storia ordinaria sarebbe quella dell’uomo che deve adattarsi ad un ambiente ostile a lui esterno. Invece, questa volta, l’ambiente ostile è comunque da lui condizionato. Infatti, questo cambiamento climatico è frutto dell’azione umana, e in particolare di quella che fa capo a un modello di sviluppo: il capitalismo.

 

Per quanto indifferenti o radicali si possa essere a riguardo, è innegabile che questo modello di sviluppo abbia distorto alcune dinamiche naturali del nostro pianeta. Molteplici approcci di critica sono stati rivolti al capitalismo per questo motivo. La differenza tra questi vari approcci sta proprio nel grado di condanna del modo di produzione in questione. Ne prenderemo in esame una parte.

[Read More]

college

 

Il giorno prima dell’esame di Storia economica, andai nell’ufficio della mia professoressa con una domanda ben precisa in testa, “Perché non si insegna questa materia agli studenti di Economia?”

 

Dopo una lunga discussione riguardante i benefici di integrare corsi come Storia economica ed Economia della Politica (“Economics of Politics”) nei curriculum economici, la conversazione raggiunse l’apice: dissi alla professoressa che credevo che agli studenti di Economia, non solo a Bath, ma nel resto della Gran Bretagna in generale, non venissero insegnati i differenti punti di vista e le differenti prospettive presenti all’interno della materia stessa. In più, tutto ciò non faceva altro che ostacolare il percorso degli studenti verso una conoscenza critica dell’economia. Quando mi disse che era d’accordo con la maggior parte dei punti da me esposti, le chiesi semplicemente, “Perché non cambiamo il programma di Economia, allora?” La sua risposta fu sconcertante. “Edwin,” mi disse, “io sono d’accordo con te, ma non la maggior parte dei miei colleghi”… [continua su pagina99]

 

uni

 

Per leggere lo stesso articolo, in italiano, clicca qui

 

On the day before my Economic History exam, I went to my lecturer’s office with one question in mind: ‘Why is this subject not being taught to Economics students?’ After a long discussion on the benefits of integrating courses such as Economic History and Economics of Politics into the Economics degree, the conversation reached its climax. I told my lecturer that I believed economics students, not only in Bath but in the rest of the UK generally, were not being taught different views and perspectives within the subject. This, as I told her, hinders their development of a well-rounded and critical understanding of economics. After I saw her agreeing on most point I made, I simply asked: ‘Then why is the economics programme not being changed?’ Her answer was disconcerting: “Edwin, I agree with you, but unfortunately most of my colleagues don’t.” [Read More]

galileo

 

 

“E pur si muove”, è la frase comunemente attribuita all’astronomo Galileo Galilei, pronunciata all’uscita dal Tribunale dell’Inquisizione del Sant’Uffizio, al termine dell’abiura delle sue teorie.   A muoversi, nel 1633, è ovviamente la Terra, come già previsto dalla teoria copernicana, che il padre della scienza moderna aveva tentato di verificare sperimentalmente, difendendola nel suo Trattato Dialogo sopra i due massimi sistemi del Mondo.   Ad oggi, se non in similare contesto inquisitorio, in un prevalente clima di disincanto, a muoversi è invece l’International Student Initiative for Pluralism in Economics (ISIPE), che, come ogni corpo in movimento (sia esso in rotazione o in rivoluzione), ha già innescato un travolgente dibattito sui titoli della stampa internazionale. [Read More]

In un articolo di Lacetera e Macis si sosteneva che il pensiero unico in economia fosse una “favola” priva di fondamento. Ecco perché questo non è vero, a partire dall’insegnamento

 

Qualche settimana fa è stato pubblicato su pagina99 un articolo dal titolo “La favola del pensiero unico in economia”, in cui si cercava di smentire l’idea contenuta nel nostro manifesto che l’insegnamento dell’economia sia dominato da un “pensiero unico”, conosciuto a livello internazionale anche come mainstream. Il fulcro nella critica dei due autori di questo post sta nel fatto che negli ultimi 30 anni la disciplina  è  stata “caratterizzata da intensi dibattiti tra posizioni diverse, spesso radicalmente opposte”, anche nelle università più prestigiose del mondo. Insomma, l’idea di fondo è che un dibattito tra economisti effettivamente abbia avuto luogo -e lo ha ancora oggi- e pertanto la critica contenuta nel manifesto studentesco per il pluralismo nell’economia “è a dir poco affrettata”. Nel post qui presente cercheremo di  dimostrare come tali critiche siano fuorvianti e imprecise… [continua su pagina99]

 

L’ultima voce del dibattito che abbiamo riportato su questo blog viene proprio dall’Italia. L’economista Francesco Saraceno scrive sul suo blog che effettivamente Krugman ha ragione quando sostiene che i libri di testo siano (quasi) sufficienti a comprendere la crisi odierna e implementare le politiche necessarie a correggerla. Il punto controverso è però cosa intendiamo con “analisi dei libri di testo”.  Krugman fa riferimento ai modelli basati sull’IS-LM. Ma questi sono gradualmente scomparsi dai curricula delle lauree magistrali perché considerati troppo approssimativi.

 

Lo stesso Saraceno a suo tempo studiò su questi modelli, che insegna tutt’oggi in Italia, servendosene anche per discutere tematiche inerenti alla crisi. Eppure questi erano assenti durante i suoi studi alla Columbia. Nessun elemento macroeconomico appreso negli studi magistrali, per quanto intellettualmente stimolante, gli fornì una visione chiara della crisi. Semplicemente non ce n’era bisogno.

 

[Read More]

 

Il dibattito sull’economia mainstream continua sul blog “The Conscience of a Liberal” del premio Nobel per l’economia Paul Krugman, che pubblica un post dal titolo “The Trouble With Economics Is Economists”, ovvero: il problema dell’economia sta negli economisti.

 

Krugman, in linea con Wren-Lewis, trova iniquo accusare i libri di testo dello scoppio della crisi o di una insufficiente reazione ad essa in termini contenutistici. La “mania” per la deregolamentazione finanziaria non trova la sua origine nell’analisi economica standard (o mainstream, che dir si voglia). Le misure di deregolamentazione adottate negli ultimi anni infatti andavano contro il modello canonico Diamond-Dybvig, elaborato per prevenire le crisi bancarie.

 

[Read More]

 

Lo spunto dato da Aditya Chakrabortty con l’articolo di cui abbiamo parlato ha acceso un interessante dibattito virtuale tra economisti di alto calibro.

 

Tutto parte dalla posizione di Simon Wren-Lewis, professore a Oxford, che dal suo blog Mainly Macro non si fa problemi a definire “silly” l’idea che l’economia mainstream sia per forza collegata a una visione di stampo liberista. Certo, l’economia mainstream è spesso usata per supportare le tesi liberiste, ma nel suo ambito vi sono anche diverse analisi ed idee che potrebbero confutare le stesse.

 

[Read More]